4.12.2009
Il Carbonio e le sue forme cristalline

Il Carbonio, per quanto riguarda le forme cristalline, in natura si trova come Grafite, Lonsdaleite e Diamante. Non si conosce molto della Lonsdaleite, scoperta nel cratere meteorico di Canyon Diablo in Arizona (USA).Non è difficile presumere che sia un elemento portato sulla Terra dal bolide e, quindi, non presente sul Pianeta in forma naturale. La Grafite si presenta opaca, di colore nero e di bassa durezza. Il Diamante è quasi sempre trasparente ed è leggendaria la sua elevatissima durezza accompagnata, però, da una certa fragilità. E' curioso che tutte queste manifestazioni del Carbonio siano così strettamente imparentate ma diversissime in caratteristiche sia fisiche sia ottiche e sia che si parli di durezza che, per esempio, di reazioni a diverse sostanze chimiche. Come mai? Domani parleremo di questo.


5.12.2009
La struttura cristallina del Diamante

Il diamante cristallizza nel sistema cubico e l' abito cristallino più usuale è quello ottaedrico; meno comuni il cubico o il rombododecaedrico. La sua cella elementare è cubica a facce centrate. In questa robusta struttura i legami tra atomi di Carbonio sono di tipo covalente e la distanza interatomica è molto bassa: 1,54A. La distanza tra atomoe atomo, per esempio, nella Grafite è 3,34A. E' questa tipica armonia interatomica che dona al Diamante elevatissima durezza e particolari proprietà ottiche.


7.12.2009
Concentriamoci sul Diamante

"Maximum in rebus humanis,non solum inter gemmas,pretium habet adamas." Naturalis Historia,C.Plinius Secundus(23-79 AD) In letteratura, il Diamante viene menzionato per la prima volta da un filosofo indiano vissuto nel 300A.C. circa.Questo scritto, però, venne scoperto solo nel 1905.Anche se non potremmo verosimilmente mai sapere quando fu ritrovato il primo Diamante, sappiamo invece, per certo, dove fu trovato: in India. Già a quei tempi i Diamanti trasparenti e ben formati possedevano un particolare valore e tutti gli esemplari particolarmente belli con forma ottaedrica perfetta appartenevano di diritto ai regnanti e ne era proibita l'esportazione.L'India rimasa praticamente l'unica fonte di Diamanti fino al 18° secolo. I Greci, che ne avevano intuito e scoperto l'eccezionale durezza lo chiamavano "Adamas",l'invincibile, da quella parola deriva Diamante. Nel 15°Secolo fu scoperto che la durezza del Diamante era un valore vettoriale e cioè dipendeva dalla direzione.In alcune direzioni cristallografiche il Diamante è meno duro che in altre.Questa scoperta aprì le porte a tutte le antiche e moderne lavorazioni del Diamante, dalla divisione del grezzo alla sfaccettatura. Per ultima cosa, oggi, parliamo dell'austriaco Friedrich Mohs (1773-1839).Egli sviluppò una scala di durezze per minerali composta di dieci livelli rappresentati da dieci minerali diversi, dal più morbido al più duro.Ogni minerale della posizione superiore scalfiva il precedente.Il Diamante occupava il 10° posto mentre il nono era rappresentato dal Corindone, nelle varietà Rubino e Zaffiro.Questa scala dette risultati sorprendenti in quanto era vero che il Corindone stava solo di un posto al di sotto del Diamante ma la durezza del Diamante è 140 volte quella del Corindone.Questo valore rappresenta la differenza tra il 9° e il 1° posto. Quello che avevano intuito i Greci era quindi una sorprendente verità fisica: il Diamante possiede una durezza eccezionale e,anche attualmente, è la sostanza naturale più dura conosciuta in Natura.


8.12.2009
Jean-Baptiste Tavernier, lo sguardo su Golconda.

Tra i personaggi legati alla storia del Diamante uno dei più noti è senz'altro Jean-Baptiste Tavernier,un commerciante e avventuriero francese de 17°secolo che fu probabilmente il primo europeo a visitare le miniere indiane di diamanti. Ricorda Tavernier in un suo diario di una giornata particolare, nel 1645, quando da una collina sopra Golconda*,una città talmente famosa per i suoi Diamanti che il suo nome divenne sinonimo di ricchezza, potè assistere ad uno spettacolo terribile e, allo stesso tempo, affascinante. Ai suoi piedi e in lontananza poteva facilmente vedere le miniere Colour e, come in un girone dell'Inferno dantesco, più di 60.000 indiani di ogni età scavavano la terra alla ricerca di pietre lucenti sotto un caldo, luminoso sole tropicale.I guardiani, come demoni, sorvegliavano e spronavano senza lesinare i colpi di frusta. Nei suoi diari storie riguardanti grandi Diamanti favolosi sono numerose. Ma la storia che, domani, andremo a raccontare è il racconto di una gemma che vittime ne ha veramente fatte. La storia di un Diamante divenuto leggenda,la storia dell'ira di un Dio sfregiato dove si intrecciano amore e denaro e morte.Una stupenda pietra più blu del cielo portatrice di sventura che, ad un certo punto della sua storia, ha cominciato a chiamarsi Hope.


9.12.2009
Il Diamante Hope, la leggenda color blu

La leggenda del Diamante Hope inizia con Tavernier stesso che ruba ad una statua rappresentante il Dio Rama-Sita un bellissimo Diamante blu incastonato nel suo occhio. Furioso, il Dio maledice la pietra e la sua prima vittima è lo stesso Tavernier che muore poco dopo aver venduto il Diamante a Re Luigi XIV e muore male, in povertà e in tragiche circostanze. Il Re indossa la corona adornata della pietra blu solo una volta e poi morirà di varicella.Poco tempo dopo il Diamante viene rubato e ricompare solo nel 1830 a Londra. La pietra viene dunque comprata dal banchiere Henry Thomas Hope per una cifra enorme. Il contratto di vendita specificava che il compratore avrebbe avuto il diritto di rinominare la gemma a piacere. La chiamò come una figlia, la chiamò con il suo nome: Hope. Il maligno, micidiale influsso della pietra questa volta non si risparmia e l'intera famiglia Hope ne è la vittima. A questo punto vi chiedo: vogliamo crederci? Perchè la tragedia non ha fine e il Diamante finisce in mano ad un Principe dell'Europa dell'est che lo regala alla sua ballerina preferita ma, poche ore dopo averla regalata, ha un raptus di gelosia e spara alla ballerina, uccidendola. La scia di sangue continua con un commerciante greco che lo acquista e subito dopo la rivende. Il commerciante, poco dopo, ha un incidente d'auto nel quale si uccide e uccide anche moglie e figli. Il proprietario successivo, il Sultano turco Abdul-Amid II viene deposto da un golpe militare pochi mesi dopo aver acquistato la pietra. Il magnate americano Edward McLean acquista il diamante nel 1911 e un anno dopo è con lui sul Titanic. La figlia di McLean muore qualche tempo dopo per overdose di sonniferi. L'ultimo acquirente, il gioielliere Harry Winston, molto prudentemente la mette a disposizione di tutti e la espone alllo Smithstonian Institute di Washington. La pietra è ancora lì. Tanto per la cronaca dobbiamo precisare che il Diamante Hope è una pietra commercialmente difficile da trattare per l'enorme valutazione. Si tratta infatti di un Diamante colorato, si definiscono Fancy Diamonds, di un colore bellssimo, uno stupendo blu-Zaffiro. Se non bastasse questo si tratta, anche, di un Diamante enorme: 45,52 ct. Ovviamente questa potrebbe essere una storia un pò, diciamo, pompata. Ma il Diamante Hope, come tutte le tantissime pietre che hanno una leggenda personale, esercita su di noi amanti del Diamante un fascino irresistibile. Prossimamente ancora un pò di scienza: esamineremo le condizioni di formazione del diamante.


11.12.2009
Dal Carbonio alle Lacrime degli Dei

Le condizioni necessarie alla formazione di una pietra preziosa variano da materiale a materiale. La cosa che un pò potrebbe far pensare è la complessità e il numero delle condizioni che , contemporaneamente, devono accadere nella giusta sequenza perche il cristallo nasca, cresca e arrivi da noi. Nonostante le regole della vita siano enormemente più complicate e il loro risultato non comparabile, è un pò una cosa che ricorda la formazione di un Diamante perfetto. Giusta profondità nel mantello superiore terrestre, circa 200 KM, giuste condizioni di temperatura e pressione. Giusto chimismo della massa in formazione e, per ultimo ma non meno importante, il giusto periodo e modo di raffreddamento. Andiamo a vedere nel dettaglio la nascita e la formazione di un cristallo di Diamante e, anche, l'arrivo in superfice. Modi e tempi. Il Diamante, come la maggior parte dei materiali, si forma in modo intrusivo e quindiall'interno della crosta terrestre, ed è composto di un unico elemento: il Carbonio. Possiamo quindi, avendo ricreato in laboratorio le condizioni,sapere con una certa approssimazione che il Diamante si forma a 200 km di profondità ad una temperatura di 1300°C e ad una pressione di circa 70.000 ATM. Il Diamante si forma quindi all'interno di magma in fusione. Sostanze come l'Azoto o il Boro possono entrare a far parte della struttura del Diamante e, generalmente, possono modificare la colorazione del cristallo. In questo modo si formano i Fancy Diamonds, i Diamanti colorati. I Diamanti colorati possono formarsi anche per distorsioni dovute a momenti derivati da pressioni diverse. Fondamentale anche l'uscita dal territorio genetico e l'arrivo in superfice. Estremamente Importante perchè si rischia, letteralmente, di trovarsi in mano un pugno di Grafite, questo succede quando il raffraddamento è troppo lento. I Diamanti arrivano in superfice, quindi, con eventi esplosivi di grandissima velocità. A volte, il magma vicino alla superfice raggiunge la velocità del suono che è di circa 1193,4 km/h. Il magma viene proiettato quindi a grandi altezze e l'evento è molto energetico. La prossima volta parleremo dei camini diamantiferi e di Kimberlite. Buone Feste Il Gemmologo


8.02.2010
Il colore dei diamanti

“Nel diamante la gamma di colori possibili è sorprendente. I colori spaziano dal rosa al rosso, al blu, al verde, al giallo e dal marrone fino al nero. Nei diamanti naturali i colori più rari sono il rosa e il rosso, seguiti dal verde, dal blu e dal porpora. Un cristallo di diamante perfetto, privo di elementi “in traccia” o di centri di colore, appare perfettamente incolore. Il colore di un diamante dipende dalla quantità e dalla natura degli “elementi di transizione” Da Diamond Grading ABC di Verena Pagel-Theisen


10.02.2010
Colore e purezza

E' bene rimarcare che la purezza di un diamante non ha nulla a che vedere con il colore. Cioè, ad esempio, un diamante SI in cui, con la lente 10X e NON ad occhio nudo, si notano abbastanza facilmente inclusioni, fratture, linee di accrescimento o qualsiasi altra caratteristica interna può essere tranquillamente un diamante di colore D.SOLO ED UNICAMENTE nei diamanti Piquè il colore può essere ombreggiato dalle caratteristiche interne che, in questi diamanti, per definizione, possono essere notate ad occhio nudo. E' difficile ma è possibile. Comunque, nel commercio, i diamanti colorati vengono chiamati "colori fantasia" o "Fancy diamonds"e, a causa della loro rarità, possono raggiungere prezzi molto elevati specie se il colore è bello e intenso. Generalmente parlando, però,i prezzi più alti li spuntano sempre i diamanti incolori. A questo proposito si può aggiungere che il diamante è l'unica gemma la cui totale assenza di colore ne aumenta il valore.


25.02.2010
Diamanti insanguinati

E'innegabile e, tra l'altro, sotto gli occhi di tutti che una parte del commercio africano dei diamanti vada a sovvenzionare la compravendita di armi per i conflitti che, da quelle parti, proseguono da anni tra massacri e atrocità indicibili.Si è così studiato il Kimberley Process, una serie di regole che regolamentano gli spostamenti di diamante nel mercato. Ma vediamo cosa ne pensano due esperti del settore come Antonella Baccaro e Fabio Cascapera:"Nel 1998 il settore dei diamanti assunse pienamente coscienza del fatto che alcuni movimenti ribelli in Africa vendevano diamanti grezzi, ottenuti illegalmente, allo scopo di finanziare le loro azioni belliche. Man mano che queste informazioni trovavano conferma divenne chiaro che questo commercio illegale e le guerre combattute dai ribelli, sostenute da tale traffico, stavano causando molte sofferenze. Il settore diamantifero decise che questo commercio andava fermato. Ci vollero quattro anni per creare, ratificare ed adottare un provvedimento: il 5 novembre 2002, i 52 Stati estrattori lanciarono il Kimberley Process, un atto che stabilisce alcune regole per l'importazione e l'esportazione dei diamanti grezzi. Secondo questa specie di regolamento, tutti i carichi di diamante che attraversano un confine internazionale devono essere certificati, numerati e sigillati in modo che la fonte sia evidente. Il sistema prevede anche l'impiego di container anti manomissione e di una documentazione anti contraffazione. Anche all'interno di ciascun Paese aderente sono state emanate leggi nazionali che dichiarano illegale il commercio di diamanti provenienti da zone di conflitto e che sostengono il Kimberly Process. Tali leggi impongono la revisione annuale degli standard, delle prassi e delle procedure in atto in tutte le nazioni che importano, commercializzano ed esportano diamanti grezzi. Oggi tutti i compratori ed i rivenditori di diamanti tagliati e di gioielleria hanno l'obbligo di apporre sulle loro fatture la dichiarazione che attesta l'acquisto delle pietre "da fonti lecite, non coinvolte nel finanziamento di conflitti e nel rispetto delle risoluzioni dell'Onu". Oltre ad allegare questa dichiarazione ad ogni fattura, tutte le società che operano nel settore sono tenute a conservare le fatture stesse e a sottoporle a revisione contabile. I "diamanti insanguinati" nel momento della loro massima espansione rappresentavano il 4% della produzione mondiale, dopo l'adozione della Kimberly Process si stima che si siano ridotti a meno dell'1%." Da Investire in Diamanti di Antonella Baccaro e Fabio Cascapera


26.02.2010
Diamanti industriali e per gioielleria.

Il diamante è utilizzato nell'industria in svariati campi grazie alle proprietà uniche di cui è dotato. Il diamante,infatti è ottimo conduttore termico, raggiunge il massimo grado dela scala Mohs per durezza, cioè il 10%(Per dare un idea, il rubino che è al secondo posto della scala è 100 mila volte più fragile). Il suo alto indice di rifrazione(2,417)insieme a quello di dispersione(0,44)gli dà caratteristiche di brillantezza e fuoco non deteriorabili nel tempo.Nel 2007 sono stati estratti circa 130 milioni di carati di diamanti(26mila chili), di cui circa 110milioni sono stati impiegati per l'industria. Solo un 20% invece ha registrato un livello di qualità e purezza tale da essere impiegato per la gioielleria.



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